Nuovo aumento Iva in arrivo? Confesercenti: sarebbe un suicidio

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Gli “80 euro” costano cari e i dati sull’economia diffusi da quei gufacci dell’Ocse sono assai peggiori del previsto: il Pil è a – 0,4% (il Ministero dell’Economia sperava in un modesto + 0,5%) e per l’anno prossimo, nella più rosea delle ipotesi, si assesterà intorno allo 0. E mentre premier e ministri girano per le scuole e sorridono nelle foto di classe, le indiscrezioni riportate da alcuni organi di informazione fanno tremare i loro genitori.

Si parla infatti di un’aumento dell’aliquota che porterebbe al 10% l’imposta sui beni ed i servizi sui cui è applicata, attualmente, l’aliquota agevolata del 4%. Per intenderci, parliamo di pane, pasta, farina, zucchero, sale… I cosiddetti “beni di prima necessità”.

In attesa della smentita del governo (perché smentisce… Vero?), da destra a sinistra dell’emiciclo di Montecitorio piovono critiche e si lanciano allarmi. E piovono probabilmente a ragione, vista l’ormai incancrenita crisi dei consumi che continua ad aggravare la crisi economica che investe ormai da anni il paese.

A spiegare gli effetti disastrosi di un eventuale rincaro dell’Iva è l’ufficio economico di Confesercenti, che lancia l’allarme in una nota: «L’aliquota Iva al 4% genera un gettito compreso tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Ipotizzando un intervento che portasse al 10% l’aliquota dell’imposta di valore aggiunto, il gettito salirebbe di altri 5 miliardi. Sarebbe un ulteriore colpo per le famiglie, soprattutto per quelle in maggiore difficoltà, che si troverebbero di fronte alla scelta di dover tagliare su prodotti e servizi di base come quelli attualmente inclusi nell’aliquota Iva agevolata al 4%».

L’associazione delle piccole e medie imprese, spiega anche perché il provvedimento oltre a rappresentare l’ennesimo salasso per le famiglie, sarebbe un’ulteriore batosta per il mercato interno e per i consumi: «negli ultimi due anni (2012-2014) la spesa per i soli beni, esclusi i servizi, si è ridotta di quasi 30 miliardi, anche a causa della riduzione del reddito disponibile delle famiglie, sceso di 4.400 euro nello stesso periodo. Serviranno almeno 6 anni per riportare i consumi ai livelli registrati nel 2007, prima della crisi».

Aspettando la prossima conferenza stampa di Matteo Renzi, dove non ci resta che sperare in una slide che riporti a caratteri cubitali la scritta #nonalziamoletasse, restiamo tutti con l’hashtag sospeso…

1 COMMENT

  1. Il disagio della maggioranza degli italiani non fa più notizia. Le bugie dei politici superano di gran lunga il bisogno di noi italiani. Se questa è la realtà, se questa è la politica attuale italiana ed europea, credo che non ne usciremo più da questo tunnel. Fantasia? Dura realtà . Se a far notizie sono le bugie ,a quanto ci sarà spazio per le verità . Con un rammarico dal più profondo del mio cuore. Tommaso.

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