La questione, però, è tutt’altro che nuova. Già Robert Kennedy, nel1968, inoccasione di un incontro con gli studenti dell’Università del Kansas, aveva detto: «Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra compassione né la devozione al nostro Paese. Il Pil misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

Ma la realtà sembrerebbe un’altra. Infatti, secondo uno studio di alcuni economisti della Columbia University, il “World Happiness Report”, ai vertici della classifica per livello globale di soddisfazione della popolazione ci sarebbero i Paesi del Nordeuropea, economicamente più sviluppati. Ma gli economisti ci tengono a precisare che: «Non è detto che entrate maggiori indichino necessariamente il benessere generale di un Paese».

Insomma, la morale è: “I soldi non fanno la felicità”. In questo periodo di crisi può sembrare una provocazione e un modo di vedere la vita in modo poco concreto. I più scettici direbbero: “I soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!”. Ma in fondo è solo un invito a sognare e a godersi tutti gli aspetti della vita

20 marzo 2013

Vito Pacillo

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