Nonostante la marea di critiche, Carocci ha tentato di giustificare la personalissima opinione spiegando che oggi molte persone sono costrette ad abbandonare i propri animali o addirittura ad ammazzarli con fucili o tramite avvelenamento.

A questo punto, ha aggiunto il consigliere, sarebbe meglio effettuare una puntura e lasciare che il quadrupede muoia senza provare dolore. Una valida opzione, a sua detta, riconosciuta in tutta Europa tranne che in Italia, ammettendo poi di non essere a conoscenza delle attuali norme nazionali.

«Giancarlo Carocci ha un incarico istituzionale e ciò presuppone che egli sia aggiornato sulle normative del nostro Paese – ha sottolineato sul piede di guerra l’Ente nazionale protezione animali – ma visto che per sua stessa ammissione non è così, gli consigliamo di iscriversi a un corso di diritto prima di ingegnarsi con proposte tanto balzane quanto fantasiose».

L’“Enpa”, inoltre, ha invitato il membro del consiglio provinciale a rendere noti i nomi dei presunti assassini che sparano e drogano le loro bestie pur di sbarazzarsene per via di un trasloco, del numero di figli crescente o per altre esigenze.

Le attuali leggi italiane che tutelano gli amici a 4 zampe cozzano totalmente con il parere del protagonista di questa vicenda. Basti pensare all’articolo 544 del codice penale relativo al reato del maltrattamento di animali che prevede una pena pecuniaria da 1.000 a 15.000 euro, nonchè la reclusione da 1 a 3 anni per chiunque sevizi o sottoponga l’animale a trattamenti capaci di ledere la sua salute o portarlo alla morte. Dal primo novembre, in più, è entrata ufficialmente in vigore la norma prevista dalla Convenzione Ue che vieta il taglio di orecchie e code dei cani per scopi estetici.

Miki Marchionna

Qui l’intervista a Carocci:

httpv://www.youtube.com/watch?v=0JkncsWvo7I

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