Dopo aver celebrato il matrimonio della neo coppia, il prete era stato invitato al ricevimento, dove non aveva di certo lesinato su qualche bicchiere, forse di troppo. Al ritorno verso casa, è stato, però, fermato dai carabinieri, che avevano notato nell’automobilista gli effetti dell’alcol. Effettuato il test, il parroco è stato invitato a lasciare il veicolo (appartenente ad un amico) e a consegnare la patente.

Secondo quanto previsto dalla normativa del decreto legge del 2008 relative alle tabelle che misurano il tasso alcolemico, le sanzioni per chi risulta positivo al test con un valore tra 0,8 e 1,5 milligrammi per litro comportano una multa pari ad un valore che va da 800 a 3200 euro, la sospensione della pentente per un periodo da 6 mesi ad un anno. Inoltre, nei confronti del reo, scatta una denuncia per guida in stato di ebbrezza e  un decreto penale di condanna.

In base alle statistiche, un italiano su 10 non si fa scrupoli a mettersi al volante dopo aver bevuto: il fenomeno è particolarmente diffuso tra i giovani, compresi tra i 25 e i 34 anni. Dai dati Istat, emerge che il 35,1% dei giovani sono disposti a guidare, nonostante abbiano bevuto, una volta usciti da una discoteca. Mentre il 23,8% è la percentuale di coloro che ugualmente non rispettano le leggi del codice della strada, a prescindere dal recarsi o meno in un night club.

Le sanzioni previsti e i limiti maggiori stabiliti soprattutto per i neopatentati hanno, in parte, diminuito la libertà che vigeva sulla strada prima della normativa, ma si è ancora lontani dall’obiettivo finale. Il tutto in vista di eliminare i rischi alla guida e il numero di incidenti dovuti al consumo di alcol e di sostanze stupefacenti.

Margherita Micelli Ferrari

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