La  notizia affermava che alla fine del 2010, un comunicato diramato dal comune ingiungeva ai proprietari di cani di pagare la tassa annua di 50 franchi svizzeri, l’equivalente di 38 euro, e che in caso contrario ci sarebbe stata come pena la possibile uccisione dei loro animali.  

E questo, stando alla bufala,  sarebbe successo alla signora di  Reconvillier, che per aver dimenticato di pagare, sarebbe stata “punita” con l’uccisione del suo barboncino.

Stando a quanto pervenuto invece   non ci sarebbe alcun cagnolino soppresso o da sopprimere, né esattori delle tasse assetati di sangue, non esisterebbe nemmeno una signora Iannotta.

“E’ un’invenzione della stampa. Non so neppure chi sia questa donna, non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente. Mi ha già chiamato la televisione Tsr, ma ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa”,  afferma  il sindaco di Rencovilier, Flavio Torti.

Elisabetta Paladini

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