Il fondatore della struttura, dopo aver scritto numerose lettere alle istituzioni della regione Campania e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è rivolto direttamente al cancelliere tedesco Angela Merkel, alla quale ha mandato una vera e propria richiesta di soccorso.

Sono anni che lo staff del museo è costretto a subire intimidazioni e atti vandalici da parte di organizzazioni mafiose a causa delle campagne culturali contro la criminalità organizzata. Come se non bastasse, il centro nell’ultimo periodo sta attraversando difficoltà economiche, tecniche e sociali.

«So che chiedere asilo per un museo è un gesto estremista – ha dichiarato Manfredi – alcuni lo vedranno come una mera provocazione, ma per noi è l’unica possibilità di salvare un patrimonio d’arte contemporanea di altissima qualità, abbandonato dalle autorità, sottoposto a continue minacce e che noi non possiamo proteggere in modo adeguato».

Il comune campano dove ha sede il “Cam’’, inoltre, è nei pressi di Pompei, pochi mesi fa al centro di uno scandalo per il crollo della Domus dei gladiatori. Alla luce degli ultimi disastrosi avvenimenti, anche le testate estere come il quotidiano spagnolo “El pais’’, non hanno certo speso parole positive nei confronti della cultura italiana, particolarmente trascurata nel napoletano.

Manfredi, ha poi sottolineato il perché del suo appello proprio alla Germania: «È l’unico Paese d’Europa che non ha approvato tagli alla cultura – ha spiegato il direttore sconfortato – purtroppo in Italia l’ultimo dei problemi sembra essere quello della cultura».

Miki Marchionna

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