Il divieto di balneazione a Sharm fu imposto dopo che tre turisti russi e un ucraino furono aggrediti da uno  squalo, riportando gravi ferite e diverse mutilazioni agli arti, e dopo che lo scorso 5 dicembre una turista tedesca, 70enne, perse la vita in seguito ad un attacco del grosso animale. In seguito a questi episodi le acque di Sharm acquisirono un bollino rosso per quanto concerne la balneazione dei turisti.

Dunque le acque saranno riaperte “a condizione che i proprietari degli hotel adottino i nuovi controlli per assicurare la sicurezza dei turisti stranieri mentre nuotano o compiono immersioni”, dichiara alla stampa il governatore Shousha. Verranno impiegate delle imbarcazioni per controllare costantemente le acque, insieme saranno installate delle torrette sulle spiagge dove gli operatori dovranno essere muniti di binocoli, per visionare la situazione. In più dovranno apporre sulle spiagge dei cartelli informativi, contenenti delle semplici regole per spiegare ai turisti come devono comportarsi per non attirare l’attenzione degli squali mentre nuotano.

Questo per quanto riguarda i proprietari dei lidi, e i turisti? Anche per loro ci saranno delle semplici ma utili regole per permettere agli stessi una tranquilla balneazione senza incorrere nel pericolo di incontrare uno squalo: dovranno restare nelle aree di balneazione preventivamente circoscritte e non potranno dare da mangiare ai pesci della splendida barriera corallina.

Sulle vicende accadute a Sharm erroneamente si è parlato di squali bianchi, in realtà la specie presente nelle acque del Mar Rosso è lo squalo Pinna Bianca, un esemplare che in età adulta può raggiungere fino a 210 centimetri di lunghezza. Il colore bianco delle estremità delle due pinne dorsali distinguono questa specie. Vive principalmente nelle acque del Mar Rosso, appunto, dell’Oceano indiano e del pacifico.

In realtà questo esemplare non dovrebbe essere pericoloso sia per i subacquei e sia per i natanti, in quanto si nutre principalmente di pesci e crostacei. E’ considerato uno squalo timido anche se, infastidito o impaurito, è ovvio che può attaccare anche l’uomo. Ecco perché si consiglia sempre di non avvicinarsi troppo, perché solo e soltanto per autodifesa potrebbe attaccare pericolosamente, proprio come è avvenuto a Sharm el Sheick.

Angela G.Rubino

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here