“La Strada della Cultura” verso un patrimonio senza barriere

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1 tappa Cattedrale 5 (2)1 tappa Cattedrale 2 (3)1 TAPPA LABORATORI (2)Piano delle Fosse (2)insegnanti al corso di formazione con Unione Ciechi 2 (2)Epitaffio (2)insegnanti al corso di formazione con Unione Ciechi3 TAPPA Teatro Umberto Giordano. bambini con intermezzo del soprano3 TAPPA Teatro Umberto Giordano.jp (3)IMG_4556-05-01-17-13-25 (3)

Accarezzare il buio, la disabilità, farlo con la concretezza del tatto e la delicatezza dei suoni che proiettano l’ascoltatore in un’esperienza nuova, brulicante di emozioni. E laddove uno dei cinque sensi viene “escluso”, si intensifica il sentire dei restanti. Queste parole sono divenute realtà pochi giorni fa presso il Teatro Giordano di Foggia, in una settimana dedicata alla disabilità visiva. Due le iniziative che hanno posto questa difficoltà al centro dell’attenzione dal 9 al 13 gennaio: la presentazione di un plastico tattile del teatro ed un concerto al buio intitolato “Nuove emozioni”: due occasioni studiate per sensibilizzare a questa forma di disabilità e per donare, a chi ha l’uso della vista, l’opportunità di cogliere sensazioni che nel quotidiano si è soliti trascurare.

Il plastico tattile è un supporto didattico nato per essere toccato, in grado di far vedere attraverso le mani le forme che i non vedenti non possono percepire attraverso gli occhi. Il plastico, installato presso il Giordano dal 9 gennaio scorso, è stato progettato e realizzato da Claudio Grenzi Sas e riproduce in scala l’architettura di questo teatro all’italiana costruito nell’800 che dalla prima metà del secolo scorso porta il nome del musicista e compositore foggiano. A lui è stata dedicata inoltre una pubblicazione, Umberto Giordano. Ti racconto…”, realizzata anche in braille a cura della Cooperativa Louiss Braille di Foggia. Attraverso questo nuovo strumento l’autrice, Mariella Granatieri, dell’APS MIRA, ha voluto far conoscere una figura emblematica del panorama musicale nazionale.

Con il concerto al buio “Nuove emozioni le sensazioni si sono fatte ancor più intense. Organizzato dalle Onlus Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e Cooperativa Sociale “Louis Braille” con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Foggia, il concerto al buio ha permesso al pubblico di immergersi nelle musiche eseguite grazie al Maestro Franco De Feo. Peculiarità di questa iniziativa: lasciare la vista ai margini di questa esperienza. In questo modo le mille distrazioni visive che quotidianamente rapiscono la nostra attenzione sono state annullate per comprendere la realtà della cecità ed amplificare le emozioni suscitate dall’ascolto.

Queste due esperienze sono state le tappe finali di un articolato progetto educativo, “La Strada della Cultura”, approvato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Concorso nazionale “Progetti didattici nei musei, nei siti d’interesse archeologico, storico e culturale o nelle istituzioni culturali”. Ci ha raccontato l’esperienza della sua realizzazione Luciana Stella, responsabile per la realizzazione del progetto dell’Associazione di Promozione Sociale MIRA.

Quella dal 9 al 13 gennaio è stata una settimana impegnativa che ci ha visto concludere qui a Foggia, un percorso didattico cominciato nel mese di ottobre sotto il nome di “La Strada della Cultura” – Esordisce così Luciana Stella nel suo racconto. – Le attività realizzate con la nostra associazione MIRA mirano (scusate il gioco di parole) ad avvicinare i bambini di tutte le età ai beni culturali. Lo fanno con attività nuove, studiate apposta per appassionarli e divertirli, ed anche questo progetto è nato con questo intento.

In particolare “La Strada della Cultura” è stato un modo per valorizzare via Arpi, la principale arteria storica della città di Foggia. Il progetto è stato articolato in tre itinerari attraverso i quali i ragazzi hanno potuto scoprire la loro città, partendo dalle sue origini per giungere alla realtà ottocentesca del suo teatro. Per far questo due sono state le parole chiave: passione per questo lavoro, elemento che anima dal principio la nostra attività associativa, e collaborazione. Infatti per l’intera durata del progetto io e le altre socie di Mira, Sara Rotundi e Mariella Granatieri, abbiamo lavorato a stretto contatto con diversi partner: l’Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura, l’Unione Ciechi ed Ipovedenti di Foggia, la Cooperativa Louiss Braille, Claudio Grenzi Sas ed il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia.

Lavorare nel settore culturale permette di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, di meravigliarsi ancora, di tenere sempre viva la fiamma della curiosità. In questo ci sentiamo delle privilegiate e siamo felici di aver dato, anche se in piccolo, un contributo per ridurre la distanza esistente tra chi ha una disabilità visiva e la fruizione delle ricchezze del nostro territorio.

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