Ecco le grandi mostre del 2016, da Piero della Francesca all’arte giapponese

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Dai capolavori assoluti di Piero della Francesca alle suggestioni del Simbolismo, dal ‘500 arcano di Parmigianino a quello visionario dell’Ariosto, dalle vedute veneziane di Canaletto all’Ottocento dei Macchiaioli e dell’Impressionismo dalla a alla zeta fino a Balla, Severini e all’arte giapponese, tornano nel 2016 le grandi mostre, con un’offerta in grado di accontentare sia gli appassionati d’arte antica sia quelli che privilegiano la pittura moderna.

La nuova stagione parte tra breve con la mostra dal titolo ‘Il Magnifico Guerriero’, che dal 19 gennaio espone nei Musei Civici di Bassano del Grappa i magnifici ritratti di Jacopo Bassano. Si entra nel vivo, però, il 3 febbraio con ‘Il Simbolismo. Dalla Belle Epoque alla Grande Guerra’, allestita fino al 5 giugno a Milano, negli spazi di Palazzo Reale. Esposte le immagini sognanti, metaforiche, a volte sconvolgenti, dei dipinti di Segantini, Ensor, Moreau, Redon o Bocklin, impegnati nell’esplorazione dell’animo umano a cavallo tra ‘800 e ‘900.

Evento straordinario è quello che riunisce ai Musei di San Domenico di Forlì dal 13 febbraio al 26 giugno i capolavori assoluti di Piero della Francesca affiancati in un ideale confronto a quelli di Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello. Con il titolo ‘Piero della Francesca. Indagine su un mito’, l’importante esposizione arriva a indagare gli influssi del genio quattrocentesco sugli artisti moderni da Degas a Cezanne, da Carrà a de Chirico, Casorati, Morandi fino a Balthus e Hopper, che hanno consegnato l’eredita’ di Piero alla piena e universale modernità. E mentre a Torino approda una magnifica selezione di opere per la rassegna ‘Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese dall’Ermitage’, dal 10 marzo al 30 giugno a Palazzo Madama, e dall’11 dello stesso mese al 3 luglio i Macchiaioli delle Collezioni storiche si fanno ammirare nel romano Chiostro del Bramante, sempre nella capitale, alle Scuderie del Quirinale, dal 15 marzo al 26 giugno è di scena la straordinaria stagione dell’arte parmense della prima metà del XVI secolo attraverso i capolavori di carattere religioso di Correggio e quelli, inquieti e arcani, di Parmigianino.

Per chi ama il ‘900, la primavera espositiva offre dal 18 marzo, nella splendida villa della Fondazione Magnani Rocca, l’eclettismo di Gino Severini, mentre a Palermo, a Palazzo dei Normanni, dal 21 marzo al 30 agosto c’è il genio naif di Antonio Ligabue. E a Milano, a Palazzo Reale, sempre a marzo (e fino a luglio) approdano le prospettive impossibili di Escher, capaci di richiamare folle di appassionati. Nell’estate e primo autunno prendono quindi corpo le manifestazioni legate alle celebrazioni per i 150 anni dei rapporti Italia-Giappone. Dopo una mostra romana, in febbraio all’Istituto di Cultura dedicata alla rivisitazione Manga di Hukusai, ecco alle Scuderie del Quirinale i ‘Capolavori della scultura buddista’, allestita da luglio ad agosto. Invece, da settembre, a Milano Palazzo Reale ospita ‘Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Luoghi e volti del Giappone’, con le immagini più famose del ‘mondo fluttuante’.

Per i 500 anni dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, Ferrara celebra il visionario poema, nato nel 1516 in seno allo splendore della corte estense, con una bellissima rassegna allestita a Palazzo dei Diamanti dal 24 settembre all’8 gennaio. Per raccontarlo, una selezione di capolavori di Giovanni Bellini, Mantegna, Giorgione, Raffaello, Leonardo, Michelangelo, Tiziano e poi incisioni, arazzi, libri e manufatti di straordinaria bellezza e preziosità. Il 29 ottobre apre infine a Treviso, negli spazi del Museo di Santa Caterina, la ‘Storia dell’impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin’, che espone 120 opere eccezionali, provenienti dalle maggiori collezioni internazionali, realizzate appunto dai maestri più amati, in un percorso che arriva fino al Cubismo picassiano di Cezanne.

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