Matteo Renzi
Matteo Renzi

«Lo scontro con l’Ue è un film già visto: tre anni fa, quando abbiamo fatto la battaglia per la flessibilità. L’Europa all’inizio diceva “non esiste”. E invece nel giro di sei mesi la flessibilità ce la siamo presa, 20 miliardi. È stato un successo politico». A Radio Kiss Kiss Matteo Renzi rievoca la «battaglia durissima» del 2014 e rilancia la sfida all’Ue. Dicendosi convinto che la sua «proposta di tornare a Maastricht» sarà ripresa da «chiunque governerà perché è talmente forte e articolata che segnerà il dibattito e la partita la vinceremo».

Il segretario del Pd spiega che la proposta di superamento del fiscal compact e ritorno ai parametri di Maastricht con il deficit al 2,9% «non è solo la proposta del Pd e di Renzi ma serve agli italiani». «Se potessimo con la riduzione del debito avere un margine di 30 miliardi, potremmo allargare la platea degli 80 euro, o introdurre l’assegno universale per i figli – aggiunge – Intervenire sul costo del lavoro, sul ceto medio si può fare se si abbassano 30 miliardi di tasse. Questa idea funziona e sono convinto che anche altri partiti, dalla destra alla sinistra, dovrebbero prenderla in considerazione».

Il segretario del Pd è poi tornato sulle polemiche frasi scritte nel suo libro “Avanti” sui migranti: «Aiutiamoli davvero a casa loro è una frase di buonsenso: Salvini lo dice ma non lo fa. Il 99% degli italiani dice una cosa semplice: dobbiamo salvare tutte le vite umane e integrare chi viene da noi, non a caso sono a favore dello ius soli, tuttavia non possiamo pensare che vengano tutti da noi. C’è un numero chiuso oltre il quale non si può andare perché l’Italia non può essere il Paese che accoglie tutti». «Se leviamo un po’ di ideologia – ha aggiunto – vediamo che le mie proposte sono condivisibili dalla stragrande maggioranza delle persone», aggiunge.

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