kim-jong-un
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 Gli Stati Uniti l’hanno ribadito ieri con forza durante il Consiglio di sicurezza dell’Onu convocato d’urgenza dopo la bomba H testata dal regime nordcoreano. “Kim-Jong-Un vuole la guerra, siamo arrivati in fondo, quando è troppo è troppo”. Un missile intercontinentale sarebbe stato spostato un queste ore verso la costa occidentale nordcoreana. Proprio in quella regione utilizzata per effettuare i lanci, mettendo a punto tecnologie che, secondo gli specialisti, potrebbero raggiungere anche il territorio americano e comunque minacciare le forze navali Usa dislocate nel Pacifico.

Un nuovo esperimento balistico sarebbe imminente. La tensione nella penisola è altissima. Seul continua a prepararsi militarmente, conducendo oggi esercitazioni navali lungo le coste. Di ieri invece la decisione di simulare un attacco oltre confine, e di non porre più limiti alla portata di carico dell’esplosivo sui missili, oltre al completamento del sistema di difesa anti missile fornito dagli Stati Uniti.

Tutte le opzioni per affrontare la minaccia della Corea del Nord sono sul tavolo. A ribadirlo, ancora una volta è stato il Presidente americano Trump, parlando al telefono con la cancelliera tedesca Merkel. Intanto gli Usa sono al lavoro sulla nuova risoluzione per inasprire le sanzioni alla Corea del Nord, probabilmente con limiti all’importazione di petrolio e restrizioni commerciali. Verrà presentato all’Onu lunedì prossimo. Forti le reticenze dei due ormai unici partner commerciali di Pyongyang, la Cina e la Russia. “Nuove sanzioni sarebbero futili ed inefficaci, un conflitto potrebbe portare alla catastrofe totale, senza senso, dunque, insistere sull’isteria militare”, ha dichiarato Putin.

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