“Trump pagato da Putin” Russiagate, nuove rivelazioni. Accusa del repubblicano McCarthy in un audio ascoltato dal WashPost

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Trump-Putin
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“Due persone sono sul libro paga di Putin: Donald Trump e Dana Rohrabacher”.

L’ipse dixit è di Kevin McCarthy, pezzo grosso del Partito repubblicano Usa e la frase, riportata in esclusiva dal Washington Post, sta gettando benzina sul fuoco del caso Russiagate, incentrato sulle “relazioni pericolose” tra il presidente americano e la Russia.

 La dichiarazione del deputato californiano – che cita anche Rohrbacher, dei più strenui ammiratori del leader russo in America – è stata estrapolata dalla registrazione di un colloquio risalente al giugno 2016, nel bel mezzo della campagna elettorale per la Casa Bianca.

Alla conversazione sarebbe stato presente anche lo speaker della Camera Paul Ryan, anch’egli repubblicano, che avrebbe interrotto il collega, sollecitando i presenti a non fare parola dell’esternazione.

Dal canto proprio, McCarthy ha provato a stemperare, precisando su Twitter: “È stato solo un tentativo di umorismo andato male”, ma la rivelazione del Post ha naturalmente rinfocolato le polemiche attorno al miliardario newyorchese.

Ma non è l’unico scoop di giornata.

Secondo indiscrezioni fatte circolare dall’agenzia Reuters, che cita funzionari ed ex funzionari Usa, Michael Flynn e altri consulenti della campagna elettorale di Trump avrebbero avuto per ben 18 volte contatti con personaggi di alto profilo russi e direttamente legati al Cremlino.

Contatti che sarebbero avvenuti con telefonate e scambi di e-mail nei mesi immediatamente precedenti il voto per la Casa Bianca.

Tali relazioni, viene spiegato, risulterebbero con evidenza dall’analisi di documenti attualmente in mano all’Fbi e al Congresso sul cosiddetto Russiagate.

Altra benzina, insomma.

 Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha nominato l’ex direttore dell’Fbi Robert Mueller procuratore speciale con il compito di sovrintendere proprio alle indagini sul Russiagate.Lo ha annunciato il numero due del Dipartimento Rod Rosenstein: “È necessario un procuratore speciale affinché il popolo americano abbia completa fiducia nel risultato” delle indagini.

Mueller ha diretto l’Fbi per dodici anni sotto le presidenze di George W. Bush e di Barack Obama, fino al 2013. Il suo successore James Comey è estromesso dall’incarico proprio da Trump.

“Le indagini dimostreranno che non c’è stata nessuna collusione”, ha commentato il presidente americano, che ora rischia l’impeachment.

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