La donna, infatti, avrebbe confessato il delitto del businessman americano. Il movente potrebbe essere individuabile in alcuni reati economici commessi da Gu Kailai dei quali, proprio la consorte di Xilai, aveva parlato nel periodo di detenzione.

Ingenti le misure di sicurezza predisposte per l’occasione perché il processo rappresenta anche una possibilità di contestazione al partito comunista: decine i poliziotti impegnati a contenere i dimostranti tutt’attorno al tribunale. Niente giornalisti in aula e pass solo per due diplomatici della Gran Bretagna.

9 agosto 2012

Angelo Fischetti

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