Laetitia Perrais, giovane fanciulla diciottenne cameriera in un bar, scompare il 19 gennaio da Pornic. Il colpevole, un pluripregiudicato che ha già fatto tredici anni di prigione per delitti analoghi ed è fuori sotto sorveglianza giudiziaria, viene arrestato con prove del tutto inoppugnabili. Si scopre che da quando è uscito di prigione, circa un anno prima, è stato denunciato sette volte dalla sua stessa famiglia per violenze, ma era in regime di “sorveglianza per il reinserimento” e quindi, in sostanza, libero.

Il 3 Febbraio, il Presidente Sarkozy dichiara:

“Quando si lascia uscire di prigione un individuo come il presunto responsabile, senza assicurarsi che sia seguito da un “consigliere per il reinserimento”, si commette un errore.” e annuncia sanzioni nei confronti dei responsabili.

Queste dichiarazioni, a monte di indagini ancora in corso per chiarire quali responsabilità ci siano nella triste vicenda, mandano in collera i magistrati e i giudici, costretti, dal loro punto di vista,  a fare il proprio dovere senza avere risorse adeguate per esercitare di fatto l’autorità sul territorio. Da giovedì rinvii di udienza nella maggior parte dei tribunali e corti d’appello e manifestazioni davanti ai palazzi di giustizia.

La maggioranza dei francesi sostiene l’azione dei magistrati: secondo un sondaggio della BVA, agenzia leader in Francia per i  sondaggi d’opinone, il 65% dei cittadini ritiene giusta la protesta dei magistrati.

Al fianco dei magistrati e dei giudici anche gli insegnanti e due sindacati di polizia, che accusano Sarkozy di voler sfruttare l’emozione suscitata dal brutale assassino per una campagna elettorale che di fatto è già iniziata.

Serena Fiona Taurino

Video manifestazione:

httpv://www.youtube.com/watch?v=cZd_bmb1HaE

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