Google
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L’UE ha deciso di imporre al colosso americano una maxi multa pari a 2,42 miliardi  per abuso di posizione dominante attraverso i suoi servizi shopping su Internet.

L’azienda ha ora 90 giorni per mettere fine alla pratica, oppure dovrà affrontare una nuova ammenda: fino al 5% del fatturato giornaliero di Alphabet.

 La Commissione europea ha da tempo deciso di vederci chiaro sull’attività di Google, avviando tre diverse indagini, tutte per presunto abuso di posizione dominate. Bruxelles teme che l’azienda imponga l’utilizzo del sistema operativo Android per smartphone obbligando l’uso di programmi e applicazioni collegati, crei ostacoli per gli operatori dei siti nella pubblicazione di annunci sui propri spazi in concorrenza con il business pubblicitario, e favorisca sistematicamente i propri prodotti di acquisto comparativo nei risultati delle ricerche generiche.

Gli accertamenti vanno avanti ormai da sette anni, dal 2010. L’Antitrust comunitario è convinto che Google indirizzi le scelte degli utenti mostrando solo alcuni risultati o comunque dando loro una rilevanza «pilotata» da altri fattori, restringendo la concorrenza e danneggiando i venditori rivali di beni e servizi.

Nulla di tutto ciò, considerando anche che i consumatori ormai scelgono autonomamente e senza fermarsi sul primo sito o motore di ricerca: così si è difesa Google nei mesi scorsi, a quanto pare senza risultati.

Non è la prima volta che la Commissione europea colpisce i giganti della Silicon Valley: l’estate scorsa è stato chiesto ad Apple il pagamento di 13 miliardi di euro alle casse dell’Irlanda. Non si trattò di una multa vera e propria, quanto dell’ingiunzione di pagamento di tasse non pagate. Adesso la decisione cambia nella natura, non nella sostanza, perché Google ha già fatto sapere di essere pronta a opporsi alle decisioni dell’Ue, avviando i contenziosi in sede legale.

La decisione di Bruxelles rischia di inasprire ulteriormente i toni di un confronto che tra Unione europea e Stati Uniti è divenuto sempre più teso in materia commerciale. Due anni fa l’allora presidente Usa Barack Obama accusò l’Ue di protezionismo facendo quadrato attorno a Google. C’è quindi da scommettere che il suo successore a Washington, Donald Trump, che già ha minacciato dazi ai prodotti europei, non resterà indifferente.

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