Venezuela - Il giorno del voto, scontri
Venezuela - Il giorno del voto, scontri

Una giornata di voto ed una nuova giornata di violenza e morte in Venezuela. Sono almeno 9 le vittime degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nel giorno dello scrutinio voluto dal Presidente Nicolas Maduro per creare l’Assemblea Costituente. Un voto boicottato dall’opposizione che è scesa in strada nonostante il divieto di manifestare.

“Che continuino a lottare e che Dio li protegga, tutti questi ragazzi stanno lottando per noi che nemmeno abbiamo votato per questa gente”, dice una manifestante a Caracas.

Decine i feriti nelle proteste in tutto il Paese, inclusi diversi agenti colpiti da bombe Molotov nella capitale. Secondo il politologo Nickmer Evans la deriva di Maduro è ormai evidente oltre ogni ragionevole dubbio:

“Il Presidente Maduro ha perduto persino la possibilità di presentarsi come l’erede del Presidente Chavez e si è allontanato da una concezione del potere che aveva come soggetto politico la gente per arrivare alla sola ricerca della conservazione del potere”.

Colombia, Perù e ora anche l’Argentina hanno annunciato che non considerano legittimo il voto. Ma il fronte interno chavista non demorde:

“L’opposizione cerca solo la guerra, la violenza. L’opposizione non ci vuole ma noi continueremo a lottare e devono capire che non riusciranno a vincere”, dice una sostenitrice di Maduro.

Fonti a Caracas fanno sapere che l’opposizione venezuelana ha annunciato che continuerà le manifestazioni contro l’Assemblea Nazionale Costituente che dovrebbe insediarsi mercoledì 3 agosto. A partire da allora, secondo gli specialisti il Venezuela entrerà in una fase d’isolamento internazionale e di sanzioni che potrebbe avere ripercussioni ancora più gravi sull’economia della Nazione.

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