Una volta trasbordati tutti i migranti sulle motovedette della Guardia costiera, questi sono stati condotti a Lampedusa, dove sono giunti questa mattina, intorno alle 6:30. Secondo il resoconto degli immigrati africani, il viaggio in direzione dell’Italia sarebbe cominciato venerdì 19 ottobre, ma le condizioni del mare sarebbero via via peggiorate al punto tale da compromettere il raggiungimento della meta.

Il primo Sos effettuato con una chiamata da un telefono satellitare è stata ricevuto dal sacerdote eritreo Don Mosè. I profughi erano collocati a largo delle coste libiche a circa 30 miglia da Tripoli. “Veniteci a prendere, stiamo per affondare…”, è stata la richiesta di aiuto che il sacerdote non ha potuto ignorare e che lo ha spinto immediatamente a contattare le autorità.

Un’ora dopo la prima chiamata, una nuova richiesta di soccorso è giunta da una seconda imbarcazione a 60 miglia da Tripoli. Con il rimorchiatore “Asso 30” la Capitaneria di porto è intervenuta in loro aiuto, trasportando i 226 migranti verso le coste italiane.

A bordo del primo gommone c’erano 111 persone, mentre sulla seconda imbarcazione erano saliti 115 profughi: tra i migranti si contano 37 donne, di cui due in gravidanza, e un bambino.

24 ottobre 2012

Margherita Micelli Ferrari

1 commento

  1. Che bello, che bravi siamo. I libici catturano i nostri pescherecci e ovviamente aiutano a partire clandestini destinati alla accoglienza italiana.
    Più se ne vanno a prendere in mare, più aumenta la pubblicità sul buonismo italico. Il risultato è che i nostri cervelli vanno all’estero e noi importiamo solo gente da mantenere a cui dare tutto senza chiedere niente. E abbiamo strade e piazze piene di questuanti che dopo qualche giorno hanno diritto a tutto, comprese la moschee.

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