“Stragi del lavoro”, così il pm Guariniello, nella sua requisitoria in aula, descrive questi avvenimenti. Gli stessi che nel corso degli anni si sono ripetuti, e a questo proposito ha ricordato le sentenze emesse dal tribunale di Torino, come i processi per l’Ipca di Ciriè, la Sia di Grugliasco, le officine ferroviarie di Torino, l’amianto nel grattacielo Rai di via Cernaia e altre ancora.

Disastri umani e ambientali che pesano, ancora oggi, su molti lavoratori, ma anche sulla salute del Paese. Il pm Colace, dell’accusa, punta il dito contro i due manager della multinazionale affermando che i “due datori di lavoro impostarono strategie industriali che non hanno impedito la strage di lavoratori a contatto con il rischio amianto”.

Inoltre, l’azienda, continua Colace, “ha continuato ad utilizzare l’amianto blu, quello più pericoloso, fino al 1986”. Il processo in questione assume una rilevanza maggiore se pensiamo che sono state ammesse, dal Tribunale di Torino, più di 6.000 parti civili, oltre al numero delle vittime, nella lista presentata dall’accusa.

I lavoratori e le loro famiglie continuano a pagare, in termini di salute, i danni derivanti dall’amianto, di fronte ad un’azienda che non ha saputo, o non ha voluto, difendere i propri dipendenti. Infatti, le particelle dannose, volando nell’aria, si sono depositate ovunque: dalle tute ai capelli, dalla pelle alle case. In questo modo si sono infiltrate nei tessuti, anche dei familiari dei lavoratori, creando gravi malattie all’apparato respiratorio.

In più l’accusa ricorda che nel 1971 l’Istituto Superiore di Sanità scrisse al gruppo Eternit affermando che si doveva vietare l’import di crocidolite, ossia l’amianto blu, ma il dirigente Eternit rispose: “In Italia non è proibito il fumo di sigaretta!”. In Italia l’impiego dell’amianto è stato vietato nel 1992, con la legge n.257. Quest’ultima ha stabilito anche dei benefici nei confronti di tutti i lavoratori esposti all’amianto, per un periodo superiore ai 10 anni, applicando una rivalutazione contributiva del 50%.

Angela G.Rubino

1 commento

  1. vedete che gli stranieri vengono qua solo a rovinarci, non è razzismo ma bisogna essere un po’ più svegli e fidarsi meno della gente… in paesi come usa, germania, francia, ecc. non hanno la cultura di rispettare i lavoratori e la salute delle persone, che per fortuna invece noi in Italia abbaimo… sono incuranti della salute dei loro lavoratori, figuriamoci con quelli italiani! bisogna smetterla di credere che le cose all’estero siano migliori che qua.

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