Family Day e il silenzio assordante di Papa Francesco

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Da un lato Avvenire, il quotidiano dei Vescovi italiani, dall’altra L’Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano. Sul primo articoli, commenti e fotostory, sul secondo nemmeno una parola sul Family Day, la manifestazione di sabato scorso al Circo Massimo a sostegno della “famiglia tradizionale”. Non c’è stato giornale italiano che abbia ignorato la manifestazione, parlandone diffusamente. Eppure il contrasto fortissimo del quotidiano espressione del reggente del trono di Pietro suscita clamore. Una “linea editoriale” continuata anche il giorno dopo in occasione del consueto Angelus domenicale. In quell’occasione papa Francesco non ha fatto menzione alcuna dell’evento ispirato dai vescovi e guidato dal movimentismo cattolico che si oppone alla legge sulle unioni omosessuali. Al contrario, all’Angelus Francesco ha sottolineato, e ripetuto due volte, che “nessuna condizione umana esclude dall’amore di Dio”.

Papa Francesco, dunque, non ha nemmeno menzionato il Family Day. Ma neanche il Family Day ha menzionato papa Francesco. Una distanza che è simbolo di una nuova era. O almeno l’inizio di un cambiamento. Una volta Chiesa, vescovi e popolo cattolico viaggiavano in un’unica direzione. Nello specifico, quella dei valori non negoziabili e dell’omosessualità come argomento deviato e tabù. Francesco sembra aver chiuso quell’epoca ma una parte del cattolicesimo italiano è ancora legata a quelle parole d’ordine.

Ma allora perché questo silenzio? Di certo il pontefice non è contrario al concetto di famiglia perciò sono altri i motivi della distanza interposta tra egli stesso e un evento auspicato e benedetto dai vescovi italiani. Prima di tutto papa Francesco sa bene che ogni sua azione e dichiarazione può essere prontamente manipolata da media e politica. E le parti politiche che erano presenti al Circo Massimo fanno ben capire perché Bergoglio ne abbia preso le distanze. In secondo luogo papa Francesco e la Cei hanno due diversi modi di interpretare il Magistero Romano: dogmatico e politico quello del cardinal Bagnasco, capo della Conferenza Episcopale, più soft, diplomatico e meno conservatore quello di Bergoglio. Insomma un cambio di passo sul trono di Pietro c’è e il Paese sta iniziando a rendersene conto.

1 COMMENT

  1. Bergoglio sempre semina confusione. Lo abbiamo sofferto gli argentini troppo tempo; ora, il mondo, poveri noi!

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