fiera del levante
fiera del levante

Fiera del Levante svenduta ‘per un pugno di euro’. Il matrimonio tra Camera di Commercio di Bari e Fiera di Bologna per l’acquisizione della Fiera del Levante è fatto: alla prima va l’85% della società e alla seconda il 15. La newco Fiera del Levante srl è stata costituita i primi di agosto e nelle prossime settimane si procederà alla concessione. Il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha inaugurato a Bari la ottantunesima edizione della Fiera del Levante. Un’edizione che, come tutti gli anni, viene definita “del cambiamento” e questa volta crediamo che “il cambiamento in negativo” sia realmente assicurato visto che ormai della prestigiosa Fiera che fu e di tutte le migliori intenzioni di diventarne reale istituzione di rappresentatività del territorio pare non resti proprio più nulla.

Non restano le ambizioni della collettività; non resta l’entusiasmo delle imprese se non quelle ormai legate al cerchio magico comprendente non solo quel che resta della politica o pseudo tale ma anche di ciò che una volta si chiamava associazionismo di categoria. Nulla, non resta proprio più nulla e sono pure svanite ormai quelle aspirazioni di diventare ponte dell’adriatico quando nella vicina Albania, oggi diventata addirittura tra le mete preferite dei vacanzieri italiani, nell’anno 2000 veniva inaugurata la prima edizione della nostra Fiera in quella terra oggi in fortissimo sviluppo economico ed attrattivo.

Quelle mire della Fiera del Levante di diventare protagonista ed autorevole anche in terra straniera devono proprio essere andate irrimediabilmente perdute, anche a causa di un susseguirsi di guide del tutto inappropriate; tutte interne al sistema, senza progettualità se non quella di svendere al primo venuto, come di fatto è avvenuto, il giocattolo ammaccato ormai senza più neppure la cordicella per alimentarne il movimento. La Fiera del Levante, dunque, viene di fatto svenduta ai bolognesi che non si sa ancora bene che uso ne intendano farne, con buona pace dei nuovi arrivisti plurincaricati venuti dal (quasi) nulla e spesso in pieno conflitto di interessi.

Lo stesso Presidente del Consiglio Gentiloni, a Bari, in moltissime parti del suo “discorso”, abbia pensato di trovarsi già alla Fiera di Bologna e non nella città di San Nicola. Ha parlato di politiche di tutela del territorio e di legalità, di dare sicurezze alla nostra economi, di mettere in regola i conti pubblici, di accompagnare la crescita puntando innanzitutto sul lavoro per trasformare l’attuale ciclo positivo dell’economia in un trend costante che investa la produzione, dell’export, di settori come la manifattura, le tecnologie e il turismo, ma forse l’onorevole deve aver confuso Bari con Verona. I dati della CGIL registrano numeri allarmanti con un tasso di disoccupazione triplo rispetto ai dati nazionali. Una istantanea che poco si identifica, dunque, con la realtà descritta dal Presidente.

Sul fronte locale, a nulla sono servite le mancate adesioni del centrodestra del Comune di Bari, all’inaugurazione della Campionaria. “Non vogliamo che la Fiera del Levante venga ‘svenduta’ a quella di Bologna. Si tratta di una soluzione a nostro avviso svantaggiosa”, avevano detto a pochi giorni dall’inaugurazione.
Ripercorrendo le ultime tappe della gestione dell’Ente Fiera, Giuseppe Carrieri (Impegno Civile) ha anche detto: “Ad agosto è stato pubblicato il bilancio 2016 con una perdita di 712 mila euro. I debiti sono di 13 milioni e il fatturato è sceso da 5 a 3 milioni. Crediamo che il commissario Bisceglia abbia fallito la sua missione. Si parla di numeri record? La Fiera non ha mai avuto un fatturato così basso. Dovrebbe servire a promuovere la Puglia nel mondo ma gli imprenditori della regione non si fanno avanti. A questo punto è giusto chiedersi se questa Fiera serva o meno”. Dalle opposizioni la proposta di un riassetto di quartiere e padiglioni: “Servirebbe una Fiera più piccola – affermano i consiglieri – che venda alcune parti per costituire un polo dello svago, si specializzi nella green economy e che veda nell’organizzazione banche locali, associazioni di imprenditori del territorio ed enti baresi”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here