La Corte di Giustizia Europea ha bocciato il ricorso contro il ricollocamento dei rifugiati presentato da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia. Una notizia che saluta con un sorriso il Presidente del Parlamento Europeo Tajani. “Ora si può intervenire sul regolamento di Dublino, la sentenza – spiega – riconosce l’emergenza profughi e dice che non la si può scaricare solo sulle spalle di pochi paesi”. Ciò agevola la riforma sul Trattato di Dublino. “Dovrà essere abolita la regola di tenere i rifugiati nello Stato di primo ingresso”, dice ancora. Il quartetto però non sembra essere disponibile a demolire neppure un mattone del muro anti migranti. Meglio pagare le sanzioni che rispettare le quote  per loro.

Roma incassa la sentenza di Lussemburgo e insiste sui ricollocamenti, tassello di una strategia che comprende anche l’accordo con le autorità libiche sullo stop ai flussi e il rispetto degli standard umanitari. La denuncia di Medici Senza Frontiere è però pesantissima. Orrori nei campi libici, abusi gravissimi, torture, stupri e l’Europa è complice. La Farnesina propone oggi di coinvolgere le ONG nei campi profughi per evitare di condannare i migranti all’inferno, opzione che appare al momento piuttosto complicata da realizzare. Basti pensare che l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Salamè, vive ancora confinato a Tunisi, a causa del rischio di trasferimento a Tripoli, tanto che oggi annuncia una svolta per fine Settembre, l’invio di 200 caschi blu in Libia per garantire la sicurezza alla missione ONU. Ma Salamè punta il dito contro l’Europa e tuona: “Parli con una voce sola, l’attivismo dei singoli paesi sta creando soltanto confusione”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here