Giornata mondiale contro l'omofobia
Giornata mondiale contro l'omofobia
Un mondo diviso, dove in 13 paesi è prevista la pena di morte per chi è gay e dove sempre più stati consentono il matrimonio o leggi che diano in qualche modo gli stessi diritti a tutti i cittadini.

Dove il 68% dei genitori sarebbe turbato all’idea di un figlio gay innamorato ma la stessa percentuale è convinta che tutti debbano avere uguali diritti al di là dell’orientamento sessuale.A pochi giorni dall’approvazione dalla legge sulle unioni civili che riconosce le coppie omosessuali anche in Italia, arriva il report annuale dell’Ilga, International Lesbian, Gay, Bisexual and Trans and Intersex association. La federazione mondiale di organizzazioni che in 125 paesi si battono per ottenere uguali diritti al popolo lgbti, dal 1978.

E’ una fotografia del mondo, con i colori a raccontare diritti che arrivano, nazioni dove si è ancora costretti a nascondere le proprie scelte d’amore, condanne e leggi a antidiscriminatorie che avanzano a fronte di un’ondata omofoba che  dell’est dilagala nei paesi dell’ex blocco sovietico.

In 75 Stati si finisce in cella. E non tutte le notizie sono buone. Se sono 75 gli stati che criminalizzano l’omosessualità e sono cresciute le leggi che condannano la pratica omosessuale e la sua espressione, dall’altro si sono moltiplicate le norme che proteggono i gay da gesti, crimini, discorsi di odio. In Italia l’aggravante di omofobia non è invece mai stata approvata.

Dall’ergastolo alla pena di morte. Al momento sono 13 gli stati delle nazioni unite che prevedono la pena di morte per atti omosessuali, in altri 14 stati il massimo della pena varia dai 15 anni all’ergastolo. In 17 stati sono state promosse leggi che limitano la libertà di espressione sull’orientamento sessuale e da più parti, in modo preoccupante, se ne chiede l’adozione.

Crescono le leggi anti-discriminazione. Sul fronte opposto 70 stati hanno leggi contro la discriminazione sul lavoro, 22 riconoscono il matrimonio gay, tra le quali la cattolicissima Irlanda dopo uno storico referendum. Altri  24 garantiscono qualche tipo di unione civile.

Il 67 % pensa che dovrebbero avere uguali diritti. A dispetto di leggi ostili ai gay approvate dai politici, l’accettazione del mondo omosessuale da parte della società civile sta crescendo. Lo dimostrano i risultati di una grande ricerca fatta da Ilga con Logo, intervistando oltre  96,331 persone in  65 paesi. Dalle elaborazioni  viene fuori che il 67% della popolazione  nel mondo  (62% Africa, 63% Asia, 69% America, 71% Europa, 73% Oceania) pensa che i diritti civili dovrebbero essere applicati a tutti, senza distinzione di sesso. E a far cambiare idea a molti, inizialmente riottosi verso le persone omosessuali, sottolineano gli stessi intervistati, è stato il fatto di conoscere personalmente un gay rivendendo cosi i propri pregiudizi

Ma il 45% degli africani e il 17 % degli europei vorrebbe che l’omosessualità fosse reato. In questa grande inchiesta sui comportamenti e l’attitudine  nei confronti di gay lesbiche transgender è stato chiesto agli intervistati se essere gay dovrebbe essere considerato un crimine. E ancora una volta il mondo si spezza: in Africa il 45 % degli intervistati pensa che dovrebbe essere criminalizzato, il 36% è contrario,  in Asia il 34% vota per il reato, il 45% è contrario, nelle America solo il 15 % vorrebbe fosse vietato, il 60% no, in Europa il 17 sarebbe per la condanna penale e il 65 no.

Il 68 % dei genitori turbato da un figlio gay. E  se in Africa e nell’est Europa sono le zone più omofobe, anche i genitori a volte fanno fatica. Nel 68% del mondo, (78% Africa, 77% Asia, 64% America, 61% Europa, 44% Oceania) I genitori dicono che sarebbero infatti turbati se il figlio o la figlia dicessero di essere innamorati e gay. Solo il 28 % troverebbe accettabile che un ragazzo sentendosi femmina si vestisse da donna.

Vicini di casa e omosessualità. Tra vicini di casa invece i rapporti sembrano sereni. Alla domanda: se il vostro vicino fosse gay?, le rispose positive più basse arrivano dall’Africa, il 43%, quelle più alte in America, l’82 % . In Africa il 39 % sarebbe molto a disagio, in Asia il 52 % non avrebbe problemi mentre negli States solo l’8 per cento si sentirebbe imbarazzato. In Europa nessun problema per il 74 % della popolazione.

Dati molto lontani da Algeria, Egitto, Marocco dove solo  il 34%, 26% and 33% non avrebbe problemi con una vicina omosessuale. Stessi dati, più o meno per  Arabia Saudita Egitto. Argentina (88%), Costa Rica, Brasile (86%), Nicaragua, Cile e Venezuela (85%). In Europa Spagna , Portogallo  (87%), Irlanda (84%) , Italia 78 % hanno I livelli più alti di accettazione, Russia 54% e Ucraina 59% i più bassi.

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