Alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, secondo cui dopo l’abrogazione delle disposizioni inerenti la realizzazione di nuovi impianti nucleari, l’Italia avrebbe concordato le proprie decisioni in materia con gli altri paesi europei, risponde il commissario Ue per l’Energia, Gunther Oettinger.

Quest’ultimo spiega che “il mix energetico è una competenza nazionale” e “sta interamente agli stati membri decidere se avere il nucleare o meno”.

Oettinger  dichiara inoltre: “Noi stiamo attualmente sviluppando gli stress test per gli impianti nucleari esistenti nell’Unione europea. Saranno finalizzati in maggio e dovrebbero cominciare a partire da giugno”.

Nessuna politica energetica da concordare con l’Ue dunque. Ma all’indomani dell’approvazione in Senato dell’emendamento al decreto omnibus il governo non solo si deve assumere in toto la responsabilità  di decidere sull’atomo, ma è costretto anche a fare i conti con l’insoddisfazione crescente degli ambientalisti, così come dei metalmeccanici del fotovoltaico. Ad essere oggetto di critica è soprattutto la revisione della politica degli incentivi per quanto concerne le energie rinnovabili.

Come ha spiegato il responsabile energia della Cgil nazionale, Antonio Filippi, riferendosi al fotovoltaico: “Questo è un settore che si regge sugli incentivi che non possono essere diminuiti adesso perché altrimenti muore. Le aziende crollano e ci sono 120mila persone occupate che rischiano il posto di lavoro. Chiediamo al Governo di mantenere l’impegno sugli incentivi preso ad agosto del 2010”.

Michele Zonno

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here