Si tratta di un accordo che consentirà di chiudere i «rubinetti». Oltre al rafforzamento della collaborazione tra le forze di polizia, «sono previsti anche i rimpatri». Infatti l’idea sarebbe quella di arrestare i flussi migratori in partenza dalla Tunisia e, al tempo stesso, procedere al rimpatrio dei circa 20mila tunisini giunti recentemente nel nostro Paese.

Questo accordo tecnico, ha precisato Maroni, ”è parte di un impegno complessivo tra Italia e Tunisia e lo illustrerò alla riunione di Palazzo Chigi della cabina di regia con le Regioni”. Il ministro si è detto ”soddisfatto: è stato un lavoro lungo e non facile, ma il risultato e’ importante. Inizia una fase di cooperazione più intensa tra i due Paesi, che bisognerà attuare”. Maroni non ha indicato numeri e tempi dei rimpatri, spiegando che ”è tutto contenuto nell’accordo che consegnerò al presidente del Consiglio Berlusconi”.

Al momento ciò che si sa è che Berlusconi voleva che almeno dalle 100 alle 400 persone al giorno potessero fare rientro in terra natìa. I tunisini sembrano però contrari per questioni di opportunità politica. Anzi, la cifra che erano disposti  ad accettare era di 4 clandestini al giorno. Ma ora resta tutto da vedere.

Intanto oggi 6 aprile  il premier  firmerà il decreto per la concessione del permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi ai tunisini arrivati quest’anno in Italia, circa 20mila. Il permesso non varrà per i migranti che arriveranno successivamente all’entrata in vigore del provvedimento. Per questi ci sarà un rimpatrio «con procedura semplificata»: basterà il riconoscimento della persona da parte dell’autorità consolare tunisina.

Elisabetta Paladini

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