Già allora il pubblico ministero aveva invitato le Asl ai dovuti controlli, ma pare che questi non siano stati eseguiti, e proprio per questa ragione Guariniello si sarebbe sostituito agli organi preposti alle dovute verifiche.

Dai dati riportati da quattro esperti chiamati a svolgere le analisi chimiche e microbiologiche, è emerso che il 67% degli stabilimenti caseari italiani controllati, attraverso 1027 campioni di latticini, sono risultati fuorilegge e i prodotti contaminati da numerose sostanze. Primo fra tutti il batterio pseudomonas fluorescens, responsabile della colorazione, ma non dannoso per la salute, e poi ancora il bacillus cereus, enterobatteri (responsabili delle infezioni alle vie urinarie nei soggetti immunodepressi), Escherichia Coli (che può produrre meningite, peritonite, setticemia e polmonite), la salmonella ed anche il pericoloso stafiloccocus aureus.

Da alcuni campioni è emersa poi anche la presenza di piombo, diossina, pesticidi ed altre sostanze dannose per la salute dell’uomo che deriverebbero dai vari passaggi produttivi dei prodotti caseari, durante i quali verrebbe usata acqua di pozzo e non potabile, a vantaggio del risparmio in termini economici. Guariniello ha dunque spedito un nuovo report al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, affinché intervenga adeguatamente per tutelare la salute pubblica dei cittadini, mediante l’osservanza delle leggi che regolano le norme sanitarie delle produzioni alimentari industriali (Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 ‘Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano’).

“L’inchiesta sulle mozzarelle blu è stata importante per mettere in luce una serie di problemi che debbono essere risolti – hanno spiegato in procura – però, o viene cambiata la legge oppure i controlli devono essere fatti. Quello che stiamo facendo è un lavoro di supplenza per garantire la sicurezza di un prodotto di ampio consumo come le mozzarelle”.

Palma Maria Roberta Frascella

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