Arriva dunque un altro colpo per il rifugiato ex terrorista che, dopo la votazione bipartisan di martedì scorso al Senato, che ha impegnato il governo italiano a “percorrere tutte le strade” per ottenere l’estradizione, deve ora prendere atto anche della decisione dell’Europarlamento.

Nonostante però con il voto di oggi l’Assemblea di Strasburgo abbia “dato la propria autorevole e credibile testimonianza”, come si legge in una nota del gruppo europeo del Pdl, la votazione, rischia di diventare una “vittoria mutilata”.

Il commissario Ue per l’allargamento e la politica di vicinato Stefan Fule “pur condividendo la pena delle famiglie delle vittime”, ha però messo in luce come Bruxelles “non ha un accordo di estradizione con il Brasile e, anche se ci fosse, non potrebbe intervenire in quanto questione di competenza completa dell’autorità giudiziaria”.

Qual è dunque l’obiettivo della mozione votata all’Europarlamento? Il capogruppo del Pdl oltre che firmatario della risoluzione, Mario Mauro, ha sottolineato che: “perchè Battisti venga estradato noi auspichiamo che attraverso questa risoluzione il Parlamento europeo passa fare da cassa di risonanza autorevole e credibile a quello stesso grido: non vendetta ma giustizia deve essere fatta”. L’intento è dunque quello di cercare una soluzione diplomatica alla questione “Battisti”.

Il capogruppo degli europarlamentari del Pd e co-firmatario David Sassoli ha infatti dichiarato: “Siamo convinti che l’impegno dell’Europa contribuirà ad incoraggiare le autorità brasiliane a rendere finalmente giustizia”. “Noi rappresentiamo l’Europa dei diritti di tutti – ha continuato Sassoli –  ed è un diritto delle vittime quello di sapere che i colpevoli di reati cosi gravi scontino la pena in carcere”.

Angelo Fischetti

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