Calipari fu ucciso il 4 marzo del 2005, mentre tornava da una missione in Medio Oriente, diretto verso l’aeroporto di Baghdad. Giunto al posto di blocco americano, fu investito da una raffica di proiettili degli Stati Uniti, che lo uccisero colpendolo alla testa.

Per il caso fu naturalmente redatto un rapporto, che secondo Wikileaks è stato letteralmente costruito dai politici responsabili di mediare sulla questione, per fare in modo che lo sfortunato incidente potesse essere considerato acqua passata il più presto possibile. Ma tali accuse sono state naturalmente smentite da una tempestiva dichiarazione proveniente da un comunicato del Governo italiano, che dichiara inventate le accuse del quotidiano americano.

Vengono infatti definite illazioni le parole stampate sul giornale accusato ancora una volta di utilizzare informazioni assolutamente prive di fondamento, soprattutto quando gli evidenti sforzi che sono stati fatti per rendere il dovuto onore alla vittima e per risolvere la questione anche sul piano politico e diplomatico, non sono certo passati sotto silenzio.

I resoconti attribuiti all’ambasciatore americano in Italia, inoltre, rischiano di dare colpe non solo false, sempre secondo Palazzo Chigi, ma soprattutto mai assunte dallo stesso Governo italiano che ha nuovamente accusato Wikileaks di voler strumentalizzare una questione delicata per scopi completamente ignoti.

Tommaso Paolo Dattoma

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