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Vittorio Feltri sospeso 3 mesi

Sospensione dimezzata per Vittorio Feltri, dunque, ma anche Consiglio dell’Ordine nazionale altrettanto spaccato. La reazione di Vittorio Feltri non s’è fatta attendere e nel replicare al Consiglio dell’Ordine ha precisato come avesse «fatto la rettifica sul caso Boffo come previsto dalla legge», aggiungendo con una punta d’ironia che «quando le cose le facciamo noi è dossieraggio, se le fa Repubblica va tutto bene». Il rinfacciare qualcosa a qualcuno, il prendere a esempio le “malefatte” altrui per giustificare le proprie, è un atteggiamento forse troppo comodo per chi, a conti fatti, ha pubblicato un dossier in cui Dino Boffo è stato apostrofato come «noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato».

Una vita è stata rovinata (quella dell’ex direttore de “L’Avvenire” Dino Boffo), una condotta è stata sanzionata (quella di Vittorio Feltri), intere giornate sono ormai riempite dalla cronaca più o meno rosa (caso Ruby).
«Qualche giorno fa D’Avanzo (giornalista de “La Repubblica”, ndr) ha fatto il nome di Ruby quando era ancora minorenne, esiste la Carta di Treviso eppure non è successo niente» ha esclamato Vittorio Feltri. Tutti colpevoli, dunque, affinché non ci sia nessun colpevole: la vita dell’ex direttore de “L’Avvenire” Dino Boffo è solo un oggetto, peraltro sfocato, sullo sfondo.

Donato Capozzi

1 commento

  1. CASO BOFFO – L’ordine dei giornalisti può prendere provvedimenti nei confronti dei giornalisti – non capisco il signor Feltri cosa ha che fare con i giornalisti!

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